La scelta del sigaro

“ 2 : La scelta del sigaro „

Una volta effettuata la prima fumata ci si dedica alla ricerca di notizie sul mondo degli Habanos. In pochi minuti  vorremmo sapere tutto sui sigari cubani. Sorrido quando penso alle mie prime fumate e le paragono a quelle che faccio oggi.

Le mie prime fumate a vuoto, cosi mi piace chiamarle.  Cercavo invano di riconoscere dei sapori che non trovavo. Leggendo libri di presunti “luminari” dei sigari, nei quali decantavano le qualità organolettiche, i retrogusti. Ma io non li sentivo. Che delusione. Forse i sigari cubani non fanno per me, pensavo. Però mi piaceva. Mi piaceva andare al negozio, scegliere un sigaro, tagliarlo, accenderlo, fumarlo. Mi piaceva tutto il mondo che ruotava intorno al puro.

Così presi una decisione. Al diavolo i libri e i vari luminari. Fumiamo e vediamo cosa succede.

Fumata dopo fumata il mio palato si abituava a distinguere le differenze tra una marca di sigari ed un’altra. Arrivai ad apprezzare la spezia e la forza di un Partagas serie D n.4, la soavità di un Hoyo de Monterrey Epicure n.1, la terra di un Juan Lopez Seleccion n.1.

Montecristo

 

 

 

 

 

Una volta affinato il palato, mi dedicai alla ricerca della vitola(modulo) più adatta a me. Dopo poco capii che più il sigaro è  grande, più è buono. Ma c’era un piccolissimo problema: non avevo sempre due ore di tempo da dedicare a un Lusitanias di Partagas, ad un Sancho di Sancho Panza, ad un Diadema di Cuaba. Dovevo trovare un formato medio, ma quale?

Dopo alcuni tentennamenti mi innamorai di un formato che NON andava di moda: il corona gorda. Che spettacolo di sigaro. Un cepo di 46 per un largo di mm.143. Grande abbastanza da soddisfare le necessità della mia fumata ed elegante da tenere in mano. Cosi mi scatenai e li provai tutti. Juan Lopez Seleccion n.1, Hoyo de Monterrey Epicure n.1, Magnum 46 di H.Upmann, Royal Selection n.11 di Punch, il Punch Punch, Saint Luis Rey Serie A, Cohiba Siglo IV, Romeo y Julieta Exhibicion n.3.

Ognuno di loro mi regalava momenti fantastici, spesso condivisi con persone molto più connoisseur di me .

Partagas

 

Di sicuro non ho mai fumato un sigaro perché andava di moda, anzi. Mi ricordo che rallentai le fumate del Partagas Serie D n.4, all’epoca il mio sigaro preferito, quando vidi un signore fumarlo in via del Corso, una domenica pomeriggio.

Il puro si fuma per trarne godimento, non per moda. Le sensazioni che può darti una buona fumata è raro trovarle in altre cose. Perciò miei cari neofiti che vi avvicinate a questo mondo, fumate di cuore, fumate poco ma bene. Fumare un habano è passione, non uno status symbol. Il giorno che ti ritroverai solo per qualsiasi motivo e accenderai un sigaro, stai sicuro che non sarai più solo. Lui è un amico sincero e starà sempre li a farti compagnia.

-Massimo Busciolano-

One Response to "“ 2 : La scelta del sigaro „"

  1. Gennaro
    Gennaro 4 anni ago .Rispondi

    E verissimo!! Caro Massimo, io fumo poco habano perché comunque costano di più; però sono i miei preferiti e il D4 e uno di questi, e quando scelgo di fumarlo, sto solo soletto a casa e lo gusto di cuore, e mi fa quella compagnia che dici. Non mi piace fumarlo per strada, perché sarebbe solo esibizionismo; invece fumare un sigaro deve essere un momento personale. Saluti
    Gennaro

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