aficionados

“28 maggio 2013„

Un dubbio atroce mi assaliva. E se con il pensiero di vincere la gara di fumo lento, i miei adepti non assaporavano al meglio i sigari cubani proposti dal sottoscritto? Decisi cosi di non effettuare la gara, specificando la motivazione. Qualcuno ammise che il pensiero della gara era superiore alla degustazione. Quindi, tutti contenti.

Ora dovevo inventarmi qualcosa per aggiudicare il premio. Spensieratamente, decisi che ci avrei pensato durante il corso della fumata.

ron y puro

Iniziammo ad accendere i robustos, questi erano i sigari della serata, subito dopo aver ordinato da bere al cameriere del Grand Hotel Via Veneto-Jumeirah. Un paio di mojitos, un ron Zacapa, un Highland Park 18 YO, una grappa Samaroli. Le danze erano state dichiarate aperte. Subito si capi’ che la serata sarebbe stata meno formale rispetto alle precedenti. Un clima da ultimo giorno di scuola  pervase l’area dove stazionavamo. Racconti goliardici uscirono da bocche troppo spesso serrate. E giù risate.  Ci interrompevamo solamente per gustare i fantastici cioccolatini offerti dalla struttura alberghiera che ci ospitava.

mojito

Guardavo i partecipanti alla serata. Tutti si conoscevano da poco, alcuni era la prima volta che si vedevano. Eppure si era già stabilito un rapporto cordiale e sincero. Merito del sigaro. Spesso ho detto e scritto, e non mi stancherò mai di ripeterlo, che il sigaro unisce.

Verso la fine della serata si univa Gianni, che, non potendo partecipare causa forte raffreddore, era comunque passato per lasciarci un saluto.

Antimo

Stavamo talmente bene che io ed un altro paio di aficionados, ci concedemmo un bis. Considerato che Evandro, uno dei due che si erano concessi il secondo robusto,  gli era capitato un sigaro non in perfette condizioni, purtroppo a volte capita, decisi di premiarlo con una bottiglia di Ron Santiago de Cuba, messa gentilmente a disposizione dalla filiale italiana.

con Evandro

Un’altra serata fumosa stava terminando. Salutandoci ci davamo appuntamento per martedi prossimo, quattro giugno.

Uno, due, tre, doppio passo e te ne vai.

-Massimo Busciolano-

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