“L’Avana after Irma„

At the end of September I was in Havana for my usual trip to Cuba. Hurricane Irma was there a dozen days before. My mood was not the best. No one would have expected me at the airport so I was distracted by personal feelings.

TV had said that Cuba was wounded by the hurricane passage. I had seen some pictures of Havana, where there were scenes of flooded roads and nothing more.
Turning with the car on the streets of Havana, I realized that the situation was more dramatic than the news reports had told.

Malecon, a famous foothold, was closed to traffic from the day Irma had arrived in Havana. The asphalt was full of big holes. If you looked inside the holes, you could see the sea below.
With the closed Malecon the traffic was congested in the center of Havana.

A curious thing caught my attention. The city was invaded by kiosks. I did not understand the reason. Then I asked for information to a friend of mine who told me that those kiosks were giving food to all the Cuban families who had flooded the house losing furniture and household appliances.

Melia Cohiba, a hotel I know very well, had been evacuated as the sea had almost reached the wall facing the entrance. For those who did not know Melia Cohiba, I’m talking about a three-foot high wall. Some hotel employees spent the night at the hotel, they could not leave it in time.

I staied 6 days in La Habana and for the first time since I went to Cuba, it was six days of cloudy weather. Usually it wraps over for a couple of hours, then the pleasant winds clean the clouds by reopening the sun.

Only a few days have passed since I returned from Havana and I am already going to organize my next trip. I am sure that besides the sun, I will find that smile that this time has missed.

Following Italian version

A fine settembre ero a l’Avana per il mio consueto viaggio a Cuba. L’uragano Irma era passato da una decina di giorni. Il mio stato d’animo non era dei migliori. Nessuno mi avrebbe aspettato all’aeroporto quindi ero distratto da sentimenti personali.

La TV aveva detto che Cuba era stata ferita di striscio dal passaggio dell’uragano. Avevo visto qualche foto dell’Avana, dove si vedevano scene di strade allagate e nulla di più.

Girando con l’auto per le strade dell’Avana mi accorsi che la situazione era più drammatica di quanto i notiziari avevano raccontato. Il Malecon, famoso lungomare habanero, era chiuso al traffico dal giorno in cui Irma era arrivato a l’Avana.  L’asfalto era pieno di grosse buche. Se guardavi dentro le buche vedevi il mare sottostante.

Con il Malecon chiuso il traffico era congestionato al centro dell’Avana.

Una cosa curiosa catturò la mia attenzione. La città era invasa da chioschi. Non ne capivo il motivo. Poi chiesi informazioni ad una mia amica habanera che mi spiegò che quei chioschi davano da mangiare a tutte le famiglie cubane che avevano avuto la casa allagata perdendo mobili ed elettrodomestici.

Il Melia Cohiba, hotel che conosco molto bene, era stato evacuato in quanto il mare era arrivato quasi al muro che sta di fronte all’entrata. Per chi non conoscesse il Melia Cohiba, sto parlando di un muro alto almeno tre metri.  Alcuni dipendenti dell’albergo passarono la notte in hotel, non riuscirono a lasciarlo per tempo.

Il mio soggiorno habanero durò sei giorni e per la prima volta da quando vado a Cuba, furono sei giorni di tempo nuvoloso. Di solito si rannuvola per un paio di ore, poi i piacevoli venti puliscono le nuvole facendo riaffacciare il sole.

Sono passati solamente pochi giorni da quando sono tornato da l’Avana e già fremo per organizzare il mio prossimo viaggio. Sono sicuro che oltre al sole, troverò quel sorriso che stavolta è mancato.

-Massimo Busciolano-

Lascia un Commento