L4

“LCDH Hotel Melia Habana„

The first place I visit when I arrive in Havana is La Casa del Habano Hotel Melia Habana , Avenida 3ra and / 76 y 80 , in the barrio of Miramar , better known as the embassy area.

The reason why I go there when I am just arrived from Italy is suffered a clean break with what I have left . In fact, in Italy , there is not such a place. A place where you can sit on comfortable sofas, choose a cigar , smoke it pairing it with a rum or a coffee and a chat with other fans.

Those few who follow me know that I’m going to Cuba almost always alone . So I know that I’ll never be alone .
I remember with pleasure a chat with a nice Spanish gentleman.

February 2011. I was accommodated on the sofa at La Casa del Habano five minutes. I chose a L4, a cigar made by Yolanda Medina , torcedora or master -roller that you want. Famous for its cigars , less for his liking . She looks more like a lady from London who una mujer habanera.

To the waiter, who had introduced himself with his best smile , I ordered a  coffee .

Suddenly came four people , two Cubans and two Spaniards. They sat on the couch in front and the Spanish leader , entering the walk-in humidor , took four Cohiba Behike 56.

After just three minutes, I realized that the only one able to understand those cigars was the Spanish leader . His guests followed him because they had to . I think for them it was the first time they smoked a cigar , even though two of them were Cubans.

I continued to smoke my L4 with regular breaths , stretching muscles and nerves more and more. The Spanish boss got tired of the company of the guests and gave me something to talk about tobaco .

As I often say , the cigar brings people together.

My partner took the bottle of ron Santiago de Cuba 12 YO who had previously ordered and offered me a sip . Sub told me it was always a pleasureshare a rum and cigar with someone who knew appreciate the goodness .

I nodded solemnly also because the cigar began to be felt. Put three words in a row in a language that I knew little was beginning to be quite a feat .

The three guests of the Spanish boss remained on the sidelines to chat about work while the boss and I were celebrating the quality of Cuban tobacco . Or rather, he spoke I moved my head slowly.

After an hour of pleasant conversation almost one-way , the new Hispanic friend told me that it was time to return to work . As soon as he got up from the couch . With a broad and sincere smile greeted me , sure that sooner or later we will meet again.

I was alone in the tienda, sitting on the leather sofa , looking at the windows containing the absorbed boxes of cigars. It was 2.45 pm. I had not had lunch . But I had a good cigar smoked , drank a coffee and a great ron . As the first half-day habanera was not bad at all.

I got up slowly and went to cash. I paid my bill and I left La Casa del Habano , holding the last third of the cigar. I was directed to the Hotel Comodoro , more precisely in La Casa del Tabaco ” The Escogida ” find my friend Crisantos , Torcedor or master roller that you want.

The second half-day habanera is waiting for me.

Following, Italian version

 

Il primo posto che visito quando arrivo a l’Avana è La Casa del Habano del l’hotel Melia Habana, Avenida 3ra e/ 76 y 80, nel barrio di  Miramar, meglio conosciuto come la zona delle ambasciate.

Il motivo per cui vado li appena arrivato dall’Italia è perché do subito un taglio netto con quello che ho lasciato. Infatti, in Italia, non esiste un posto simile. Un luogo dove puoi sederti su comodi divani, scegliere un sigaro, fumarlo abbinandolo ad un ron o ad un caffè, e scambiare quattro chiacchiere con altri aficionados.corner bar

Quei pochi che mi seguono sanno che vado a Cuba quasi sempre da solo. Tanto so bene che solo non sarò mai.

Ricordo con piacere una chiacchierata con un simpatico signore spagnolo.

Febbraio 2011. Mi ero accomodato sul divano de La Casa del Habano da cinque minuti. Avevo scelto un L4, un sigaro fatto da Yolanda Medina , torcedora o master-roller che si voglia. Famosa per i suoi sigari, meno per la sua simpatia. Sembra più una dama londinese che una mujer habanera.Yolanda

Al cameriere, che si era presentato col suo miglior sorriso, ordinai un caffè corto.

Ad un tratto entrarono quattro persone, due cubani e due spagnoli. Si sedettero sul divano di fronte e lo spagnolo capo, entrando nel walk in humidor, prese quattro Cohiba behike 56.

Dopo appena tre minuti, mi accorsi che l’unico in grado di capire quei sigari era lo spagnolo capo. I suoi ospiti lo seguivano perché dovevano. Credo che per loro fosse la prima volta che fumavano un sigaro, nonostante due fossero cubani.

Continuai a fumare il mio L4 con boccate regolari, distendendo muscoli e nervi sempre di più. Lo spagnolo capo si stancò della compagnia degli ospiti e mi diede da parlare sul tabaco.

Come spesso dico, il sigaro unisce i popoli.  gadgets

Il mio interlocutore prese la bottiglia di ron Santiago 12 anni che aveva precedentemente ordinato e mi offri un sorso.  Sottovoce mi disse che era sempre un piacere compartir ron y puro con qualcuno che ne sapesse apprezzare la bontà.

Annui solennemente anche perché il sigaro cominciava a farsi sentire. Mettere tre parole in fila in un idioma che conoscevo poco cominciava ad essere una vera impresa.

I tre ospiti dello spagnolo capo rimasero in disparte a chiacchierare di lavoro, mentre io ed il boss celebravamo le qualità del tabacco cubano. O meglio, lui parlava io muovevo la testa.

Dopo un’oretta di piacevole conversazione quasi a senso unico, il nuovo amico ispanico mi disse che era arrivato il momento di tornare al lavoro. Appena si alzò dal divano, i tre ospiti scattarono sull’attenti. Con un ampio e sincero sorriso mi salutò, sicuro che prima o poi ci saremo incontrati di nuovo.gadget

Rimasi solo nella tienda, seduto sul divano di pelle, guardando assorto le vetrine contenenti le petache di sigari. Si erano fatte le 14:45. Non avevo pranzato. In compenso avevo fumato un buon puro, bevuto un caffè e un ottimo ron. Come prima mezza giornata habanera non era stata affatto male.

Mi alzai lentamente e mi diressi alla cassa. Pagai il mio conto ed uscii da La Casa del Habano, tenendo in mano l’ultimo terzo del sigaro. Ero diretto a l’hotel Comodoro , più precisamente a La Casa del Tabaco “La Escogida”a trovare il mio amico Crisantos, torcedor o master roller che si voglia. Mi aspettava la seconda mezza giornata habanera.

 

- Massimo Busciolano -

 

 

3 Responses to "“LCDH Hotel Melia Habana„"

  1. Steve Gooderson
    Steve Gooderson 5 anni ago .Rispondi

    Awesome web site Mass… Keep up the good work

  2. Christopher Adams
    Christopher Adams 4 anni ago .Rispondi

    “… looking at the windows containing the absorbed boxes of cigars….” I like it all, but this lined grabbed me.

    Just back from Esteli, Nicaragua, where I met an 85 year old Cuban who worked the tobacco and rolling industry from age 15 to 60, then he retired to his home to farm a bit. At around 65, he went to Nicaragua and began working with Nick Perdomo of Perdomo Cigars.

    Wow. What a story that man told of growing up with leaf in Cuba.

    Progress on the book?

    Cheers.

    Kit

    PS my Facebook has some 600 photos from Nicaragua and the cigar growing business. In chunks, I have broken them down with commentary, so you can see how one grower works in Esteli.

  3. andres llano diaz
    andres llano diaz 7 mesi ago .Rispondi

    EL MEJOR LUGAR DEL MUNDO PARA FUMAR UN BUEN HABANO DE DE MI TORCEDORA YOLANDA MEDINA

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