“Vitola: Julieta n.2„

I have often written that I do not like the fashions, especially in the world of Habanos. I do not like the new formats of smoking cigars, those excessively “fat.” I like instead of the traditional formats, piramides, coronas gorda, coronas, campanas, prominentes, Marevas, Laguito 1.

Today I want to write a historical format. Suffice it to say that bears the name of a prominent politician of international standing. I am referring to Julieta No.2, also known as Churchill.

Julieta n.2 mm.178 is long and has a width of 18 mm, 65, namely has a cepo 47. In principle, this format was produced in the factory Romeo Y Julieta, only after other brands it worked out.

I find this very elegant vitola. Never trivial. A cigar of other times. Maybe because I’m a romantic, but I love having in hand a  Julieta No.2. It gives me that extra touch of class that does not clash. Perfect when you do not have the time to smoke a prominent, while remaining a smoke important, not short.

I still remember the conversation I had with the Professor, a customer / friend, with whom I shared afternoons to smoke when I was selling Cuban cigars. Those chats on puros I have not had the good fortune to share them. I have not found anyone at its height.

The Professor is a well-known journalist who now no longer exercises. A man of the world. A person that the world has traveled far and wide. A man who smoked Cuban cigars in Italy when we did not know even the aroma. If I am not mistaken, was the first Italian  journalist to interview El Comandante Che Guevara few days after his arrival in Havana.

The professor came around four o’clock pm. He asked me advice on which cigar smoking. And I was happy to oblige. Once he choose his cigar, we took off together talking about the pure who had turned on. Always a classic vitola. I would never have dared to suggest a Montecristo Edmundo or a Petit Robusto Hoyo de Monterrey. The smallest cigar, I still remember, it was a Montecristo No.2. But it was the vitola choice when he was little time available, otherwise we went on a Lusitanias de Partagas or Double Coronas of Hoyo de Monterrey. Otherwise you opted for a Romeo Y Julieta Churchills or Sir Winston H.Upmann. The last was one of his favorites. It will have hundreds smoked and he never found one that pulled or had some problem. They were always well executed.

I imagine his face when he will have seen for the first time the Cohiba Behike … do not think Professor, light up a Winston!
The talks with the Professor opened my eyes and mind. I owe him now if smoke vitolas classic. And I do not care if someone is crazy for extra large cigars.

Choosing a Julieta No.2 is never wrong. I have yet to find a brand that disappoint me in this format. They are all at the highest levels. A Bolivar Coronas Gigantes, a Cohiba Esplendido, a Tainos de La Gloria Cubana, a Imperiales Quai d’Orsay. But how do you choose!

But if I have to, I prefer a Sir Winston H.Upmann.  Like the Professor. A great cigar. Someone will notice that it is a cigar by the high price, when compared with those of other brands, but has a higher gear. And you can tell even looking at him rest in its beautiful wooden box painted. Then the name already, Sir Winston, makes you realize that is a step above the rest.

I hope that someone, after reading these few lines, he  will choose a Romeo y Julieta Churchills instead of Cohiba Behike 56. Certainly will not be “trendy”, but will smoke a piece of Cuban history. Not bad, I guess.

Following, Italian version.

Ho spesso scritto che non amo le mode, soprattutto nel mondo degli Habanos. Non amo fumare i nuovi formati dei sigari, quelli eccessivamente “gordi”.  Mi piacciono invece i formati tradizionali, piramides, coronas gordas, coronas, campanas, prominentes, marevas, laguito n.1.

Oggi voglio scrivere di un formato storico. Basti pensare che porta il nome di  un importante uomo politico di caratura internazionale. Mi  riferisco agli Julieta n.2 , conosciuti anche come Churchill.

Julieta n.2 misura mm.178 di lunghezza e presenta una larghezza di mm.18,65, ossia  un cepo 47. In principio, questo formato veniva prodotto nella fabbrica Romeo Y Julieta, solo in seguito altre marche lo elaborarono.

Trovo questa vitola molto elegante. Mai volgare. Un sigaro di altri tempi. Sarà che sono un romantico, ma adoro gesticolare avendo in mano una Julieta n.2. Mi da quel tocco di classe che non stona. Perfetto quando non si ha il tempo per  fumare un prominente, rimanendo sempre una fumata importante, non breve.

Ricordo ancora i discorsi che avevo con il Professore, un cliente/amico, con il quale condividevo interi pomeriggi a fumare, quando vendevo sigari cubani. Quelle chiacchierate sui puros non ho più avuto la fortuna di condividerle. Non ho trovato nessuno  alla sua altezza.

Il Professore era un noto giornalista che  non esercitava più. Un uomo di mondo, come direbbe il grande Totò. Una persona che il mondo lo ha girato in lungo ed in largo. Un uomo che fumava sigari cubani quando in Italia non ne conoscevamo neppure l’aroma.  Se non erro, fu il primo giornalista italiano ad intervistare Che Guevara pochi giorni dopo il suo arrivo a l’Avana.

Il Professore arrivava intorno alle sedici. Mi chiedeva consiglio su quale sigaro fumare. Ed io ero lieto di accontentarlo. Una volta scelto il sigaro, decollavamo insieme parlando del puro che aveva acceso. Sempre una vitola classica. Non mi sarei mai azzardato di suggerirgli un Edmundo di Montecristo o un Petit Robusto di Hoyo de Monterrey. Il sigaro più piccolo, ricordo ancora, era un Montecristo n.2.

Ma era la vitola scelta quando aveva poco tempo a disposizione, altrimenti si andava su un Lusitanias de Partagas o un Double Coronas di Hoyo de Monterrey. Altrimenti si optava per un Romeo Y Julieta Churchills o un Sir Winston di H.Upmann.

Quest’ultimo era uno dei suoi favoriti. Ne avrà fumati centinaia e mai ne trovammo uno che non tirasse o che presentava qualche problema. Erano sempre di ottima fattura.

Immagino la sua faccia quando gli avranno mostrato per la prima volta i Cohiba Behike…non ci pensi Professore, si accenda un Sir Winston.

I discorsi con il Professore mi hanno aperto gli occhi e la mente. Devo a lui se ora fumo vitolas classiche. E non me ne importa niente se qualcuno fa pazzie per sigari extra large.

Scegliendo un  Julieta n.2 non si sbaglia mai. Devo ancora trovare una marca che mi deluda in questo formato. Sono tutti ad altissimi livelli. Un Coronas Gigantes di Bolivar, un Esplendido Cohiba, un Tainos de La Gloria Cubana, un Imperiales di Quai d’Orsay. Ma come si fa a scegliere!!!

Ma se proprio devo, preferisco un Sir Winston di H.Upmann. Proprio come il Professore. Un gran bel sigaro. Qualcuno noterà che è un sigaro dal prezzo elevato, se confrontato con quelli delle altre marche, ma ha una marcia in più. E lo si capisce anche guardandolo riposare nella sua splendida scatola di legno verniciato. Poi già il nome, Sir Winston, ti fa capire che è un gradino superiore agli altri.

Spero che qualcuno, dopo aver letto queste mie poche righe, si incuriosisca e la prossima volta che andrà ad una rivendita sceglierà un Romeo y Julieta Churchills al posto del Cohiba Behike 56. Di sicuro non sarà “modaiolo” , ma fumerà un pezzo di storia cubana. Il che, non è poco.

-Massimo Busciolano-

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